Obesità Clinica e Preclinica: il ruolo del biologo nutrizionista
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Qualche giorno fa, a Londra, è stato presentato il rapporto della Lancet Diabetes and Endocrinology Commission, che introduce nuove e fondamentali linee guida per la definizione dei criteri diagnostici per l’obesità. Questo documento segna un passo importante nella comprensione di questa condizione, andando oltre il tradizionale indice di massa corporea (BMI) e il semplice peso corporeo come indicatori di rischio per lo sviluppo di patologie associate.
Un concetto chiave emerso nel rapporto è quello di “Obesità clinica“, definita come una malattia cronica a sé stante, con gravi implicazioni per la salute. Questa forma di obesità è associata a una serie di patologie e alterazioni funzionali che coinvolgono organi e sistemi vitali, come cuore, fegato e reni. L’accumulo eccessivo di grasso corporeo non solo contribuisce a queste disfunzioni, ma espone anche gli individui a complicanze potenzialmente letali, quali infarti, ictus e insufficienza renale. È pertanto fondamentale riconoscere l’urgenza di interventi terapeutici tempestivi.














